I flauti ricostruiti


Come si è arrivati alla verità sugli strumenti ritrovati?

La sperimentazione di Stefano Cocco Cantini
1) La visita al Museo

Il musicista insieme a tre colleghi del conservatorio di Livorno e a Simona Rafanelli si recano al Museo di Porto Santo Stefano per vedere e fotografare i flauti in legno ritrovati al largo del Giglio.

2) Le misurazioni

Inizia la misurazione degli strumenti: con attenzione e massima precisione se ne annotano il diametro, la posizione dei fori sopra e sotto i flauti e il rapporto delle distanze lungo il canneggio.

3) Il calibro interno

Osservazione di grande importanza è quella del calibro interno: è assolutamente cilindrico e non conico come quello degli strumenti a fiato greci, categoria a cui si pensa appartengano. Ma è proprio così?

4) Stranezze

La distanza tra i fori appare particolare e “strana”: gli strumenti di Porto Santo Stefano vengono, dunque, confrontati con alcuni etruschi in osso di cervo, ritrovati a Paestum.

5) Il dubbio

I due gruppi di reperti sono identici: nelle misure, nella disposizione dei fori e nel canneggio cilindrico, di matrice etrusca.
I reperti del Giglio erano davvero di origine greca?

6) La ricerca

Simona e Stefano cercano la risposta.
Si confrontano i reperti con il frammento di uno strumento a fiato ritrovato a Chianciano, in terra etrusca. Distanza tra i fori e canneggio corrispondono.

7) La copia

Finalmente si arriva al momento di svolta: ricreare gli strumenti.
Artigiani professionisti costruiscono copie dei flauti antichi, identiche al millimetro agli originali.

8) La svolta

Il momento è cruciale: quale ancia li farà suonare? Quella doppia, greca, o quella singola battente, etrusca? Il musicista le prova entrambe: solo con una il suono è pulito e continuo. Ed è quella etrusca.

  • La Mostra Evento


  • MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO ISIDORO FALCHI DI VETULONIA
    La mostra-evento di quest’anno viene a collocarsi nella data conclusiva delle iniziative culturali promosse all’interno della manifestazione a carattere regionale Amico Museo, alla quale il museo di Vetulonia aderisce da oltre un decennio, partecipando attraverso spettacoli di musica, di moda, di teatro, o mediante l’allestimento di una esposizione a tema archeologico, atta a rispondere alla vocazione culturale, oltrechè turistica del territorio.

    Con la mostra 2018 si intende dare un compimento al percorso intrapreso nella trilogia espositiva dedicata all’indagine delle forme dell’abitare e del vivere quotidiano di alcune fra le maggiori civiltà del mondo antico, le cui vicende storiche si sono intrecciate con quelle sviluppatesi nel nostro territorio.

    CONTINUA...

  • Orario delle Visite


    • giugno - settembre 10:00 - 14:00 15:00 - 19:00

    • ottobre - febbraio 10:00 - 16:00

    • Giorno di chiusura: lunedì non festivi.

    • Luglio e agosto sempre aperti.